Martedì della Sesta Settimana del Tempo Pasquale [Italiano]


Washington Allston (americano, 1779-1843) Paul e Silas in prigione

Il canto che spezza i catenacci della paura

Letture della Messa: At 16,22-34; Salmo 137/138; Gv 16,5-11

Avanziamo in questa sesta settimana del tempo pasquale, ancora del tutto intrisi del segreto che Gesù ci ha confidato domenica scorsa: l'amore non è un sentimento romantico, ma una dimora. Infatti, domenica Gesù ci ha detto che «se mi amate, osserverete i miei comandamenti», e ancora ci ha promesso lo Spirito Santo, quel Difensore che non ci lascia mai orfani. Oggi la liturgia ci pone di fronte alla messa in pratica di questa promessa: passiamo dalla teoria del Cenacolo al realismo brutale di una prigione romana. Oggi vediamo cosa succede quando il cristiano, abitato dallo Spirito, incontra la violenza del mondo. È un momento di verità in cui l'assenza fisica di Gesù diventa, paradossalmente, una presenza più temibile di tutti gli eserciti della terra.

Primo Punto: La lode come resistenza nella notte

La prima lettura ci offre una scena di una potenza psicologica e spirituale incredibile: vediamo Paolo e Sila in quella che potremmo definire una «situazione limite», perché di fatto hanno perso tutto: la libertà, la dignità fisica e forse anche la speranza umana di una via d'uscita favorevole. Eppure, nel mezzo della notte, non maledicono la loro sorte, non cercano colpevoli; al contrario, cantano. È qui che comprendiamo cosa significhi «osservare i comandamenti» nella prova. Osservare il comandamento di Gesù significa restare nel suo amore quando tutto ci spinge all'odio o alla tristezza.

Questi canti di mezzanotte non sono un'evasione psicologica, questo canto non è un rifiuto della realtà e nemmeno un metodo di auto-persuasione per dimenticare il dolore: Paolo e Sila non fanno finta di non soffrire, stanno esercitando la loro libertà di figli di Dio! Il mondo può incatenare il corpo, ma non può imprigionare un cuore che ha deciso di lodare. La lode, nella Bibbia, non è ciò che si fa quando tutto va bene; è ciò che si fa affinché Dio sia Dio nella nostra vita, soprattutto quando tutto va male; cantando, essi aprono una breccia nella fatalità.

Possiamo anche dire che la lode è l'arma dello Spirito Santo. La lode cambia l'atmosfera della prigione. Notate che gli altri detenuti li ascoltavano. C'è infatti una forza d'attrazione in chi non subisce la propria vita ma, abitato dallo Spirito di verità, trasforma tutto ciò che vive in offerta. Il terremoto che sopravviene non è che la manifestazione esteriore di un sisma interiore: quando l'uomo rifiuta di lasciarsi schiacciare dalla fatalità, Dio interviene. Ma l'intervento di Dio non serve a far evadere Paolo: infatti Paolo resta, e resta per salvare colui che lo aveva incatenato!

La scena è descritta dal carceriere che voleva suicidarsi perché le sue sicurezze sono crollate. Per lui, se le porte sono aperte, ha fallito e la sua vita è finita. È il dramma di chi non ha un Difensore: quando il sistema crolla, rimane solo il nulla. Ma Paolo grida: «Non farti del male, siamo tutti qui». Ecco il trionfo della carità: il cristiano è colui che, nella propria prigione, trova la forza di rassicurare il suo carceriere. È il frutto diretto dello Spirito di verità: vedere che l'altro, anche colui che mi fa soffrire, è un fratello da salvare.

Secondo Punto: L’utilità misteriosa della partenza di Gesù

Questo ci porta a comprendere la parola difficile di Gesù nel Vangelo: «È bene per voi che io me ne vada». Com'è possibile che un'assenza sia preferibile a una presenza? I discepoli sono pieni di tristezza, hanno paura di perdere il Maestro che vedono, che toccano, che li rassicura... Ma Gesù li sprona a crescere. Finché Egli è fisicamente davanti a loro, resta esterno a loro: lo guardano agire, si appoggiano a Lui, ma non sono ancora trasformati dall'interno.

La partenza di Gesù libera la venuta del Difensore: se Gesù non se ne va, lo Spirito non può venire, nel senso che lo Spirito è la vita stessa di Gesù che diventa la nostra stessa vita. L'Ascensione che prepariamo è il momento in cui Gesù smette di occupare un punto nello spazio per poter abitare tutti i punti del cuore umano; è per questo che Paolo può cantare in prigione. Se Gesù fosse rimasto fisicamente a Gerusalemme, Paolo sarebbe stato solo a Filippi; ma poiché Gesù è presso il Padre, Egli è più vicino a Paolo di quanto Paolo lo sia a se stesso.

Il Difensore è colui che trasforma la tristezza dell'assenza in una certezza di presenza. Spesso soffriamo perché vorremmo che Dio risolvesse i nostri problemi in modo visibile, «accanto a noi»; ma Dio vuole fare di più: vuole attraversarli «in noi»! Lo Spirito Santo è quel legame che fa sì che non siamo mai più soli. La tristezza riempie il cuore dei discepoli perché non hanno ancora capito che l'amore non si possiede, «si respira». Perché lo Spirito venga, bisogna rinunciare alle nostre immagini umane di Dio per lasciarlo diventare il soffio della nostra anima.

Terzo Punto: Il giudizio che ci libera dal mondo

Infine, Gesù ci spiega la missione di questo Spirito nei confronti del mondo; parla di peccato, di giustizia e di giudizio. Sono parole che possono sembrare giuridiche, ma sono profondamente liberatrici, perché lo Spirito di verità viene a rimettere le cose al loro posto.

In materia di peccato, lo Spirito ci rivela che il vero male non è anzitutto un errore morale, ma il rifiuto di credere, il rifiuto della relazione. Si potrebbe dire che il peccato è restare orfani per scelta, mentre un Padre ci aspetta. In materia di giustizia, lo Spirito ci mostra che la vera riuscita di una vita non si misura dal successo terreno — poiché Gesù muore su una croce — ma dal suo ritorno verso il Padre.

E infine, in materia di giudizio, Gesù ci dice una frase incredibile: «Il principe di questo mondo è già giudicato». Ciò significa che nella prigione di Filippi, nonostante le apparenze, è Paolo il vincitore ed è il sistema di violenza ad essere condannato: il principe di questo mondo — colui che usa la paura, le catene e la morte — ha già perso la partita! Ed è lo Spirito Santo a darci questa lucidità, Lui che è lo Spirito di verità, non lasciandoci impressionare dalla forza del male. Quando vediamo l'ingiustizia, quando subiamo la prova, lo Spirito sussurra al nostro cuore: «Non temere, il nemico è già vinto». È questa certezza che permette al carceriere di passare dalla tentazione del suicidio alla gioia del battesimo: egli ha visto in Paolo e Sila degli uomini che non dipendevano dal principe di questo mondo; ha visto degli uomini liberi!


Conclusione e applicazione per la nostra giornata

La liturgia di oggi ci invita a passare dal lamento alla lode, dalla paura alla fiducia. Infatti, non siamo vittime delle circostanze ma portatori di una presenza invincibile. Per mettere in pratica questo da oggi, vi suggerisco due cose:

  • Anzitutto, identificate il vostro «mezzanotte»: Qual è la situazione che oggi vi pesa, vi incatena o vi rende tristi? Invece di cercare una soluzione puramente umana, provate a lodare, ringraziate Dio di essere lì, nel cuore stesso di questa difficoltà. La lode è il sisma che apre le porte; non cambia necessariamente la situazione subito, ma cambia il vostro cuore, ed è questo che libera.

  • Poi, ricordatevi che il principe di questo mondo è giudicato. Non date troppo credito ai pensieri di scoraggiamento, di colpa o di paura: sono le armi di un vinto. Se sentite salire la tristezza, invocate il Difensore. Chiedetegli di mostrarvi la «giustizia» di Dio, cioè il cammino che vi conduce verso il Padre, nonostante le apparenze di sconfitta.


Preghiera

Signore Gesù, Ti ringrazio perché non mi hai lasciato orfano. Anche quando mi sento incatenato dalle mie paure o dalle prove della vita, il Tuo Spirito è lì, e prega in me. Perdona i miei lamenti e la mia tristezza e vieni a visitare le mie notti. Insegnami a cantare la Tua lode quando le porte sono chiuse e i miei piedi sono stretti nei legami dell'angoscia. Che la mia preghiera non sia una fuga, ma una breccia attraverso la quale la Tua luce può entrare nel mondo.

Spirito Santo, divin Difensore, rendimi lucido. Mostrami che il male è già vinto e che l'unica vera giustizia è vivere per il Padre. Fa' di me un testimone di speranza per coloro che sono sul punto di abbandonare tutto. Che la mia casa sia oggi un luogo di gioia e di condivisione, perché ho creduto nella Tua vittoria. Amen.

Commentaires

Posts les plus consultés de ce blog

Du Cri à la Danse : La Promesse du Matin | Psaume 30 (Fr, Pt, It, En)

Edith Stein : La Vérité recherchée, trouvée et goûtée (Fr, Pt, It, En)

Mardi de la Cinquième Semaine du Temps Pascal (Fr, Pt, It, En)