Sabato della quinta settimana del tempo pasquale (Italiano)

 

San Paolo l'apostolo ha la sua visione macedone, sul monumento/ santuario di San Paolo l'Apostolo a Vera (l'antica Berea), in Grecia, nella regione della Macedonia

[It] Il Cammino delle porte chiuse e dei cuori aperti

Letture della Messa: At 16, 1-10; Salmo 99/100; Gv 15, 18-21

Primo Punto: La docilità dello Spirito e il mistero del "No"

Nella prima lettura, seguiamo Paolo nel suo secondo viaggio missionario e un nuovo personaggio entra in scena: Timoteo. Ma in questa lettura vediamo Paolo fare una cosa molto sorprendente, che potrebbe sembrare una contraddizione rispetto a quanto visto ieri, per esempio: Paolo circoncide Timoteo! Ma perché? La risposta è che non lo fa per obbligo legale, ma per carità missionaria, per non urtare coloro che vuole raggiungere. Dunque, prima lezione di oggi: la libertà cristiana non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nell'avere la flessibilità di rinunciare a un diritto per guadagnare un fratello; è l'arte di adattarsi senza tradirsi.

Un altro aspetto affascinante in questo testo è la geografia dello Spirito Santo. Paolo e i suoi compagni vogliono andare in Asia, ma "lo Spirito Santo lo impedì loro"; poi in Bitinia, "ma lo Spirito di Gesù non lo permise". È molto importante che nella nostra quotidianità possiamo comprendere come agisce lo Spirito Santo. Spesso abbiamo i nostri piani, i nostri progetti, le nostre buone intenzioni per Dio. E quando una porta si chiude, ci sentiamo frustrati, pensiamo che Dio ci abbandoni o che abbiamo fallito.

Bisogna sapere che, ovviamente, lo Spirito Santo non impedisce per bloccare; se impedisce, è per riorientare. Ed è logico: se Cristo è il Cammino, allora è Lui che tiene la bussola. Paolo, dunque, non si ostina, accetta il "No" di Dio. Ed è proprio in questo silenzio delle porte chiuse che sorge una visione nella notte: un Macedone che chiede aiuto. Se visualizziamo la mappa, vedremo che il "No" dell'Asia era il "Sì" dell'Europa. A volte, nella tua giornata o nella tua vita, un fallimento apparente è semplicemente il mezzo che Dio usa per inviarti là dove c'è veramente bisogno di te. Abitare il cammino, pertanto, significa accettare che il GPS di Dio abbia vedute che la nostra ragione ignora.

Secondo Punto: Lo scandalo di essere "fuori dal mondo"

Nel Vangelo, Gesù cambia tono. Ieri ci ha chiamati "amici", ci ha promesso la gioia, ma oggi ci parla di odio. "Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi." È una parola dura, ma di una chiarezza liberatrice. Se abitiamo veramente il cammino di Cristo, dobbiamo aspettarci una certa resistenza. E perché? Semplicemente perché Gesù ci ha "scelti togliendoci dal mondo".

Il "mondo", per l'evangelista Giovanni, non è la creazione che Dio ama, ma è il sistema di pensiero che vuole vivere come se Dio non esistesse; è la logica dell'egoismo, del potere, dell'apparire e del consumo. Se inizi a vivere secondo la linfa della Vite — con dolcezza, verità, gratuità — diventi un corpo estraneo per questa logica. Allora vedrai che la tua pace irriterà chi è nell'agitazione; il tuo perdono scandalizzerà chi vive solo di vendetta; la tua purezza disturberà chi vede solo l'interesse, e così via.

Bisogna essere lucidi: se cerchiamo di piacere a tutti, significa che abbiamo smesso di seguire Cristo. L'odio del mondo non è una prova della nostra cattiveria, ma al contrario, è una prova della nostra appartenenza: non gli apparteniamo più! Gesù mette bene le cose in chiaro ricordandoci che "un servo non è più grande del suo padrone": se il mondo ha perseguitato la Verità fatta carne, perseguiterà necessariamente coloro che cercano di vivere in questa Verità. Essere discepoli, essere cristiani, non è una promessa di comfort, ma potremmo dire che è una questione di distinzione: non siamo migliori degli altri, siamo "differenti" perché apparteniamo a un altro Regno! E tale differenza è precisamente ciò che può salvare il mondo, a condizione di non diluirla per avere pace.

Terzo Punto: La persecuzione come firma dell'amicizia

Gesù ci spiega la radice profonda di questa ostilità: "Non conoscono colui che mi ha mandato." L'odio del mondo è, in fondo, un'immensa ignoranza. In effetti, le persone non lottano contro Dio, lottano contro l'immagine deformata che hanno di Lui; lottano contro ciò che non comprendono.

È qui che l'amicizia di cui parlavamo ieri prende tutto il suo senso: essere amici di Gesù significa accettare di portare con Lui le conseguenze della Sua presenza nel mondo. Allora possiamo capire che la persecuzione non è una punizione ma una firma, è il segno che sei veramente Suo amico, che sei identificato con Lui. Quando ti prendono in giro perché preghi, quando ti escludono perché ti rifiuti di mentire o di imbrogliare, quando ti danno del debole perché perdoni, non sentirti solo: in quel momento, sei più vicino al cuore del Padre che mai.

Ma attenzione, perché il pericolo per noi non è essere odiati dal mondo, è finire per odiare il mondo a nostra volta: la risposta del cristiano all'odio non deve mai essere l'odio, ma la fedeltà. E per fare il collegamento con la prima lettura, quando Paolo, dopo essere stato impedito dallo Spirito, non si lamenta, cerca di capire dove sia la richiesta d'aiuto. La nostra missione in un mondo ostile non è barricarci, ma cercare il "Macedone" nascosto dietro ogni persecutore: dietro ogni rifiuto, c'è spesso un grido di soccorso che ignora se stesso. La nostra testimonianza consiste nel restare sul cammino, senza rispondere alla violenza con la violenza, ma custodendo la Parola di Colui che ci ha amati per primo.

Conclusione e applicazione per la nostra giornata

Questo sabato ci prepara a entrare in una nuova settimana come cristiani in piedi, lucidi e flessibili sotto la mano dello Spirito. Ecco alcuni consigli:

1.    Accogliere gli imprevisti come chiamate: Se oggi una delle vostre porte si chiude, se un progetto fallisce o se qualcuno vi dice "No", non arrabbiatevi. Fermatevi e chiedete allo Spirito Santo: "Signore, se sei Tu che mi impedisci di andare là, dov'è il Macedone che mi chiama?" Cercate la nuova direzione che probabilmente Dio vi propone attraverso questa contrarietà.

2.    Assumere la propria differenza: Non cercate l'approvazione del mondo a tutti i costi. Se, nel vostro ambiente, la vostra fede disturba o suscita scherni, non scusatevene. Vivete questo come una prova d'amicizia con Gesù. Siate fieri di appartenere a Colui che è il Cammino, anche se questo cammino è stretto; continuate a essere autentici, a essere ciò che siete, facendo tutto per il Signore e non per coloro che sono ancora di questo mondo.

3.    Rispondere con la bontà: Di fronte a una piccola "persecuzione" quotidiana — una parola sgarbata, un disprezzo — decidete di non reagire secondo la carne. Rimanete nell'amore. Ricordatevi che coloro che vi attaccano "non sanno quello che fanno". Portateli nella vostra preghiera, non guardandoli dall'alto in basso, ma come fratelli che hanno perso la bussola.

Preghiera

Signore Gesù, Tu che hai conosciuto il rifiuto e l'odio per aprirci la via del Padre, dammi la forza di non indietreggiare mai davanti alle prove. Grazie per avermi scelto e tratto fuori dal mondo per farmi Tuo amico. Perdona le mie viltà e il mio bisogno malato di essere amato da tutti. Spirito Santo, sii la mia guida interiore. Impediscimi di incamminarmi in vie che non sono le Tue, anche se mi sembrano buone. Apri i miei occhi sulle richieste d'aiuto di chi mi circonda. Insegnami ad abitare il "No" di Dio con tanta gioia quanto il Suo "Sì". Che il mio unico timore sia uscire dal Tuo Amore, e che il mio unico orgoglio sia portare il Tuo Nome, oggi e per i secoli dei secoli. Amen.

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